22/12/16

Intervista: PAYMON

Dopo aver recensito il suo secondo, ottimo full-length QUI, siamo andati ad intervistare Lord Skarn, per saperne di più sui suoi Paymon. Il black metal è ancora vivo finchè ci saranno musicisti di tale portata! A voi!

1) Ciao Lord Skarn e benvenuto sulla nostra 'zine! Il tuo progetto è attivo da più di venti anni, ma solo negli ultimi due anni hai trovato continuità con l'incisione di due full-length a distanza di due anni l'uno dall'altro. Come mai questa lunga pausa tra la fine degli anni Novanta e i giorni nostri?

Ciao a te innanzitutto, la risposta alla tua domanda è molto semplice, ho fatto musica esclusivamente per me stesso.
Finchè non sono stato contattato dalla Schattenkult Produktionen (circa nel 2013), tutti i demo che ho registrato sono stati spartiti a pochissime persone, amici e a qualche band in giro nel mondo come scambio demo tra gruppi. Ho sempre visto Paymon come un progetto personale, poi la Schattenkult, che aveva sentito della mia musica in giro, forse su myspace o youtube non ricordo, mi ha convinto che era il momento di far qualcosa in più e cosi ne è uscito “Regno Occulto”.

2) Il tuo album mi ha lasciato davvero favorevolmente colpito, con la sua carica old school black metal e la piena adesione a questo genere. Credi che ancora oggi il black metal incontaminato come il tuo possa dire qualcosa di nuovo?

No assolutamente, nel senso che non mi pongo il problema che io possa dire qualcosa di nuovo, anzi,  il mio intento e’ tutto il contrario. Sono molto legato a quel tipo di black metal ed è per me normale riproporre determinate atmosfere. Prima che me lo si chieda, sì, per quel che mi riguarda il black metal non è fare 4000 riff e 200 arrangiamenti, cioe’ ci possono anche essere, ma per me è quello che ti viene fuori dall’anima e soprattutto deve trasmettere qualcosa, sia che abbia un solo riff o 200.

3) So che hai inciso il tuo album da solo, suonando tutti gli strumenti. Vuoi spiegare a noi e ai nostri lettori dove e come si svolte le registrazioni di "Beyond Darkness I Fall"?

Ho registrato tutto nel mio piccolo studio, avendo a disposizione tutta la strumentazione necessaria, e essendo da solo è stato naturale farlo qui, inoltre mi sono preso tutto il tempo che volevo, cosa che se fossi stato in uno studio non potevo fare. Quando ho ispirazione registro qualche riff che poi completo con tutti gli altri strumenti quando sono dello stesso stato d’animo.

4) Cosa significa Paymon e di cosa trattano le tue liriche?

Paymon (oppure Paimon o Paimonia) è uno dei sette re dell’Inferno oltre a essere un nome proprio persiano, cosa che non c’entra con la scelta del monicker (ovviamente). Le mie tematiche hanno sempre rappresentato l’oscurità, la morte, il buio, i demoni. Nei due album non c’è un concept preciso se non un mix delle cose che ti ho elencato. Per citarne due posso dirti che “I am the wind” parla ad esempio di suicidio ma visto non dalla parte dell’uomo ma bensì da quella del tramite che porta alla morte (il vento in questo caso), “Paimon” invece parla dell’evocazione di questo re che arriva seduto sul suo dromedario con il suo bel diadema in testa.

5) Sbaglio se definisco il tuo album come un buon mix tra Darkthrone, Gorgoroth, Carpathian Forest e primissimi Emperor? Ci sono altre influenze nella tua musica?

No non sbagli, soprattutto citando i Darkthrone, sono la mia band preferita (stiamo parlando dei primi 6 album) ed è anche la prima band black metal che ho ascoltato, ero appena quindicenne quando presi il mio primo Darkthrone album e quindi penso sia normale esserne ispirato. Per il resto ascolto black metal in generale di qualunque nazionalità anche se quello norvegese è quello che mi ha cresciuto di più. A fine anni '90 e inizi Duemila penso però che si sia rotto qualcosa, ricorderai anche tu quante band esistevano, una la fotocopia dell’altra ed era davvero difficile trovare qualcosa che ti desse emozioni nuove. Menzione particolare va però anche al black italiano, più occulto e (sono di parte) più veritiero rispetto ad altre realtà. Come altre mie influenze ci puo’ essere anche la musica ambient e se hai "Regno occulto" lo puoi intuire….

6) Domanda forse scontata, ma alla luce dell'ottimo risultato che hai raggiunto, direi opportuna: dove trovi l'ispirazione per comporre sempre canzoni belle come quelle contenute in "Beyond Darkness I Fall".

Sono contento ti sia piaciuto, in fondo il mio scopo non è diventare chissà chi ma suscitare una qualunque emozione nell’ascoltatore, se ci sono riuscito vuol dire che ho svolto bene il mio lavoro. L’ispirazione dipende dallo stato d’animo che ho mentre compongo qualcosa, per questo ci metto molto a registrare e preferisco farlo nella mia solitudine senza aiuti esterni.

7) Immagino che il tuo sia un progetto da studio e che non affronti live. Se è così, cosa ne pensi di coloro che criticano la scelta di alcune band di non suonare dal vivo?

Ognuno ha le sue idee, la mia è che tutti sono liberi di fare e pensare cosa vogliono. Ho avuto la fortuna di vedere centinaia di gruppi live in mezza Europa per svariati anni (per farti un esempio ho visto i Marduk penso 12 volte) e ovviamente il pensiero è da scindere, io sto sia con quelli che dicono che il black metal non è un genere da proporre dal vivo perché in certi frangenti perde la sua efficacia e il suo messaggio originale, ma sto anche con tutti i musicisti a cui piace suonare e riproporre le loro opere dal vivo proprio perché la musica è un’arte e come tale va fatta vivere anche live. Detto questo non vedo il mio progetto proposto live nè ora nè in futuro.

8) Come sono state, fino ad ora, le opinioni riguardo "Beyond Darkness I Fall" da parte di stampa specializzata e pubblico? Sei soddisfatto per ora?

Guarda, sono soddisfatto quando qualcuno mi dice che ho composto un album che gli ha fatto provare qualcosa e che lo ha riportato un po’ indietro nel tempo, questo era il mio intento. Ho ricevuto delle belle recensioni anche dall’estero, questo grazie anche alla mia label che lo ha distribuito un po’ ovunque. Sia chiaro, io non sono nessuno e non parlo di 200 recensioni positive, pero’ quelle che ho potuto leggere sono buone. Mi ha molto inorgoglito quella fatta su “The Metal Observer”, non tanto perché è positiva ma perché si vede che l’autore ha ascoltato bene l’album e ne ha capito l’essenza, un’altra che mi ha fatto immensamente piacere è stata la tua, per gli stessi motivi (ahahha non potevo dirti il contrario). Ne ho lette alcune che erano un pelo sopra la sufficienza e sono contento pure di quelle, per me l’importante è che chi ha il mio album lo abbia ascoltato poi se non è piaciuto pazienza, i gusti sono gusti, questo è il bello. Sì, a nemmeno 5 mesi dall’uscita mi ritengo soddisfatto.

9) Cosa vuol dire per te suonare black metal? E' anche per te un modo di essere oltre che uno stile di musica?

Lo era sicuramente quando ero più giovane, ora è una cosa più personale. Una volta le sensazioni che provavo erano un po’ diverse, è difficile da spiegare… una volta la mia sensazione era che il black metal fosse una cosa di cui aver paura, era sconosciuto a molti ed era il genere che molti evitavano anche se erano metallari. Ora grazie a internet, alla tv ecc.. penso lo conosca anche chi ascolta Lady Gaga e io (sarà l’età) non sento più il bisogno di vestirmi di nero per farlo vedere a qualcuno o fare quelle cose che facevi a 20 anni, ora è veramente una cosa più personale. Mettersi al buio con le cuffie e spararsi un nero album nelle orecchie, questo è black metal oggi per me. Non so dirti se sia un pro o un contro….

10) Chi ha realizzato l'artwork di "Beyond Darkness I Fall" e cosa rappresenta?

Rappresenta la realtà, la Morte! Una cosa a cui ognuno non può fuggire, che sia satanista, buddista, cristiano o qualunque altra cosa o specie, lì è il nostro arrivo. L’artwork lo ha realizzato il boss della mia label, le foto le ha fatte lui personalmente all’ossario di Sedlec, posto in cui sono stato, davvero un posto indimenticabile. Come hai potuto notare sono presenti solo il colore nero e il rosso e la carta del booklet non è glossy ma è grezza, rende il tutto molto oscuro e ermetico. Il layout lo ha eseguito Verst, mente degli inglesi Istinct, mentre il logo Paymon è stato rinnovato dal maestro dei loghi Christophe Szpajdel.

11) Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato musicalmente e quali pensi di aver già raggiunto?

Per uno come me aver fatto uscire due full length è già un obiettivo raggiunto, non ho ambizioni particolari. Non posso dire se e quando uscirà un nuovo Paymon proprio perché non mi sono prefissato nulla, se sarò ispirato e qualcuno crederà ancora in me allora avremo qualcosa di nuovo, sicuramente ogni volta che mi sentirò ispirato comporrò qualcosa, magari rimarrà li nel dimenticatoio, chi lo sa. Nel frattempo mi tengo impegnato anche con altri progetti che spero trovino risultati positivi. Permettimi di ricordare che adesso sono anche il cantante degli Entirety e che a breve uscira il nuovo album, ringrazio per questo i miei compagni di viaggio Dave e Vittorio. Da poco sono stato anche coinvolto dentro al progetto A Répit dell’amico Simone nella quale canterà Enyalios dei Werewolf Satan.

12) Ultima domanda. Il tuo disco l'ho trovato oscuro, carico di feeling nero ma anche con ottime canzoni di senso compiuto al suo interno. Cosa pensi differenzi la tua band dalle altre in circolazione in ambito black metal? Pensi ci siano uno o più elementi in particolare che rappresentino la musica di Paymon?

Non mi sento di dire cosa mi differenzi dalle altre, anche perché è un aspetto personale, anche qui ognuno ha le sue idee, potrei dire una cosa ma per un altro potrebbe essere l’esatto contrario. Sicuramente Paymon è più casereccio (passami il termine) di altre band. Nel primo album c’erano più parti ambient accostate a un black più raw mentre nel secondo è presente solo una traccia ambient, non mi pongo limiti, come per le tastiere e synth vari, se ci stanno musicalmente io li inserisco senza problemi, vedi per esempio la track “Lucifer my lord…” che ha qualche parte di tastiera, tra l’altro è una canzone di un mio demo del 2002 , mi sono sempre detto di riproporla e cosi l’ho ri-registrata da zero e l’ho inserita in “Beyond Darkness I Fall”, anche per questo suona un po’ diversa rispetto le altre.

13) A te le conclusioni!

Grazie per avermi fatto fare questa intervista, sebbene non le ami è stato piacevole. Concludo dicendo che sarebbe bello vedere meno guerra tra gruppi dello stesso paese, cazzo, la guerra fatela ad altri generi non al proprio, già abbiamo un genere che ha poco futuro, distruggiamo gli altri non noi stessi. 
Saluti e ricordate, dove c’è molta luce, l’ombra è più nera!


Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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