19/11/16

DRIPPING ROOF "26900" (Recensione)

Full-length, SG Records
(2016)
 
I DripPing Roof sono una band Mostrana che prende vita nel 2013, quando due amici nonchè fondatori, Fabio e Damiano, reduci da band dal genere alquanto diverso (Hardcore e Emo "crosscore") decidono di riformare una band dal genere opposto ma sempre energico, per far rivivere la passione musicale che li accomuna. Subito dopo ,nella formazione si aggiungono i due chitarristi, Luca e Fabrizio, uno alle "prime armi" e il secondo, invece, gia reduce da quindici anni di underground musicale, e infine si unisce Gigio. Oramai la formazione è completa e la band è pronta a suonare e a ricalcare palchi! 
 
 Il loro Debut Album si intitola “ 26900”, il perchè è semplice ma stravagante: Il numero non e’ altro che il Cap di Lodi, Citta’ natale della band, ma non dei componenti, la citta’ che li ha fatti incontrare e nascere! Anche il nome della band e l’artwork hanno a che fare con la loro citta. Il nome della band si riferisce alla sala prove dove i ragazzi componevano mentre la scultura dell’artwork era impressa nella porta di quest’ultima. 
Ma ora passiamo all’album; un concentrato di rock alternativo e spedito, potente e fluido, con tematiche che hanno a che vedere con il genere umano. 
Il disco si apre con “ Reborn”, brano alternative con bei riff e tonalità, ottimo come apertura. Continuiamo con “Dark Angel” brano dall’inizio dolce, con qualche parte più aggressiva, un continuo sali e scendi, con dei giri di batteria efficaci. Si prosegue con “ Sicklovezone” e “ Foolish and Greedy” , due brani che riflettono molto le influenze "core" che in passato hanno accompagnato i fondatori. Brani accattivanti, prepotenti ma non pesanti, molto orecchiabili con ritmiche per nulla eccessive. Ottimi i giri di basso che riescono a riempire gli spazi tralasciati dagli altri strumenti. “ In Between” e’ una ballad dolce e che riesce a spezzare l’album, che passa quindi da brani aggressivi ad uno tranquillo e poetico come questo, con melodie alquanto affascinanti. 
 
Con “Great Illusion”, brano che ricorda molto lo stile dei 30 Seconds to Mars, la band riprende la carica nel disco, la voce riesce a fondersi totalmente nell’armonia degli strumenti, creando un tutt’uno, un brano carico d’energia nel quale ogni membro dà il meglio di sè. Ogni strumento si fa apprezzare, e il solo di chitarra è la ciliegina sulla torta. Infine si chiude con “Sweet touch of Death”, il brano piu’ massiccio dell’album, anche qua con molte influenze core e metal. L’alternarsi tra scream e pulito, riff accattivanti, bacchettate possenti sul rullante e basso veloce sono la perfetta ricetta di questo mix alquanto devastante.
Beh che dire, la band ha un ottimo sound, ottima sincronia e anche belle idee. Non è per nulla difficile capire perche’ la band ha gia trovato un’etichetta con cui ha prodotto questo album. Hanno tutte le carte in regola per farsi notare nell’underground! Complimenti alla band.
 
Recensione a cura di: Lorenzo "Barabba" Suminier
70/100

Tracklist:

1. Reborn
2. Dark Angel
3. Sicklovezone
4. Foolish And Greedy
5. In Between
6. Great Illusion
7. Sweet Touch Of Death 

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