20/06/16

Intervista: MEMBRANCE

Tra i miasmi cadaverici di una laguna veneziana ridotta come Racoon City, diamo la parola ai MEMBRANCE, alla loro prima intervista. Per chi vuole dare una sguardo (ed un'ascolto ) al loro secondo ottimo demo, lo può fare da QUI. A voi, fioi!

1) Introducete noi mandria di bestie da macello al mondo putrido dei Membrance. 

Le radici affondano nel 2012 tra Venezia e Mestre, quando Davide, Emma, Jacopo e Giulio si incontrano suonando insieme  un  crossover fra il Black ed Death Metal dalle tendenze nordiche; già dopo un primo breve periodo però Emma si allontana e il progetto si affossa lentamente, con continui cambi di line-up, nello scioglimento. Quando nel 2014 Davide ed Emma hanno ripreso a suonare per cazzeggio i vecchi pezzi assieme, sia Jacopo che Giulio erano completamente presi dai loro progetti Black Metal, e i rapporti per riavvicinarsi e suonare non erano più rosei come quelli di un tempo. E' così che si unì Samantha come prima chitarrista. Per quanto riguarda la seconda chitarra, si alternaro continuamente vari amici fino a che non arrivò Pietro nel gennaio 2015. Solo da quel momento in poi il gruppo si è consolidato com'è ora e ha preso il ritmo attuale.

2) Cosa spinge quattro ragazzi tutto sommato giovani ad intraprendere l'oscura via del death marcio e ferale dei primi anni 90? Quali sono state le spinte maggiori?

Davide, che è il principale compositore, ne è fanatico. Praticamente ad ogni prova propone un riff se non addirittura una canzone intera nuova su quello stile, e da lì in poi ci vuole davvero poco a svilupparla. Vivendo oltretutto assieme a Samantha consolidano le parti basso-chitarra anche da soli tra di loro. Una volta tutti assieme comunque l'influenza prende più direzioni oltre alla principale che si percepisce forte e chiara, non disdegnando affatto contaminazioni Thrash e Black Metal, se non addirittura anche Rock'n Roll o Blueseggianti. Dobbiamo ammettere che ci stiamo affezionando sempre di più a questa fusione di Death'n Roll!

3) Impossibile non notare un viscerale amore per le tematiche gore e horror di serie zeta. Chi si occupa maggiormente dei testi e di cosa parlano?

Tutti i testi sono scritti di getto da Davide, e poi corretti in un secondo momento da Samantha. Anche in questo caso è tutto a ruotare su una passione comune. Forse addirittura un fanatismo che divora le teste di tutti i membri. I film horror trash-gore-splatter che hanno caratterizzato tutti gli anni '80 e '90, e si sono protratti a influenzare una fetta di cinema anche moderna.  Ogni canzone abbraccia uno o più particolari horror e li propone amplificati in maniera quasi satirica. Dopodiché si cerca di incrociare una morale sociale che non arriva a concludersi, o che semplicemente denigra tutto l'argomento in questione e lo minimizza.  Nessuna censura su satanismo, necrofilia, inquinamento, droghe o tortura; anche se l'argomento preferito sono proprio gli zombie!

4) Partendo dal presupposto che la gente vive nel nulla e come al solito non sa mai niente, cercate di spiegare le vostre infleunze maggiori e quali sono le reali possibilità per i Membrance di funzionare in Italia.

Nessuna. I Membrance suonano un genere underground in un ambiente underground, con influenze che hanno ispirato e continuano ad ispirare centinaia di band in tutto il mondo molto più capaci ed interessanti di noi. Spesso nemmeno loro hanno dimostrato di funzionare se non a livello puramente amatoriale. Ma se suonare in giro e divertirsi, bere e fare casino in sala o in studio vuol dire funzionare, allora abbiamo già funzionato da un po', e dobbiamo dire anche parecchio bene.  Bisogna poi anche tener conto che proporre un genere impedisce che esso muoia, e continuare a personalizzarlo ed evolverlo fa sì che prosperi negli anni. In un certo senso è come continuare a scrivere qualcosa nel grande libro del Death Metal, e questo è di per sè il più grande degli onori. Nel nostro caso poi sarebbe scrivere un apocrifo, diretto seguito delle sue stesse radici.

5) Come vi rapportare al concetto di "modernità"? Qual è la Vostra personale visione di questi tempi digitali? come vi ponete poi nei confronti delle nuove tecnologie e ai vari social network?

Il digitale ha indubbiamente semplificato le cose rispetto agli ultimi decenni. Forse anche troppo! Le band sono quasi più digitali che vive, e ci sono più informazioni inutili che musica... Però bisogna adattarsi un po': se i tempi cambiano è da stupidi restare ancorati al passato e snobbare ogni modernità. Bisogna vivere il passato, ma oggi. Sicuramente fare pubblicità per un concerto è più facile su Internet, non facciamo quasi più volantinaggio. Possiamo far scaricare la nostra musica dal computer. Purtroppo il raggio di azione più vasto viene percepito praticamente solo come spam...

6) Descrivete il vostro concerto ideale e le reazioni del pubblico.

Un concerto è un trionfo quando il divertimento sovrasta la fatica e l'euforia prende sia il sangue che la testa. Se le canzoni piacciono al pubblico e al gruppo, e se lo spettacolo c'è sia sopra che sotto il palco, allora si ha un concerto ideale perfetto.

7) A proposito di live, cosa ne pensate del famigerato pay to play e del fare musica nell'Italia delle cover band e dei finti artisti da console?

Il pay-to-play è un mezzo, non è una soluzione. E' tanto giusto quanto sbagliato. Perchè se non si è un nessuno è assolutamente inutile ricorrere al pay-to-play per permettersi una bella esibizione. Si continuerà ad essere nessuno ma con meno soldi in tasca. Se invece il gruppo ha del potenziale, non avrà comunque mai la possibilità di apparire investendo esclusivamente nel proprio talento. Ha bisogno di entrare nel "sistema" che tutti odiamo per riuscire ad avere più visibilità. A maggior ragione un gruppo che vive di pay-to-play è un gruppo che per dimostrare di essere qualcuno è costretto a spendere continuamente... Le cover band e le tribute band ovviano a questo problema saltando tutte le tappe, assicurandosi un rapidissimo escamotage per guadagnarsi la fama dei locali in maniera molto più semplice. Attenzione però: canzoni fighissime e meravigliose, ma scritte da altri. Ti sei guadagnato il cachet... Ma la riconoscenza personale? Forse non tutti ce l'hanno e per questo continuano. Dei finti artisti da console che dire? Che sono finti artisti che usano una console?

8) Domanda scomoda: quanto è necessario andare a compromessi per riuscire ad arrivare al il minimo sindacale in termini di visibilità? E secondo voi, ne vale la pena oppure la dignità non ha prezzo?

Nessuna domanda scomoda! La pubblicità è l'animo del commercio. Almeno così dicevano... E per quanto possiamo fare i puristi o gli idealisti nel nostro ambiente di nicchia, la musica resta comunque un mondo di commercio. Se non ti fai conoscere non saprai mai quello che vali, e se non ti pubblicizzi non ti farai mai conoscere. E questo vale con gli altri gruppi,  con le riviste o le webzine, gli organizzatori di concerti e festival, le etichette piccole/medie o grandi... Con tutti insomma. 
Non c'è limite ai compromessi se si parte da zero (o poco più) ma si ha qualcosa da proporre. La dignità la perde chi non ha niente da dire se non la propria immagine offerta come pubblicità. Poi c'è anche chi si è già affermato che si svende pur di aumentare il margine di guadagno e visibilità. Beh, forse anche in questo caso è una perdita di dignità...

9) Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati di raggiungere e quali avete già raggiunto? Programmi futuri?

Stiamo provando ad affermarci e a far maturare la nostra musica. Si procede a piccoli passi, e ogni piccolo passo è un piccolo traguardo raggiunto. I nostri concerti ed i nostri piccoli cd sono già più di quanto potessimo immaginarci. Comunque sia abbiamo già prenotato lo studio di registrazione per incidere altri pezzi che andranno a comporre la nostra prossima demo a metà luglio. Registrare è come fare un concerto, più ne fai più sei preparato a farne. Poi inizieremo a organizzarci per il primo full-length, che in realtà abbiamo già iniziato a organizzare da alcuni mesi (meglio prendersi per tempo su cose così serie), solo che siamo poveri quindi autoprodurselo sarà dura... L'ideale sarebbe trovare una qualche etichetta che ci aiuti almeno a dividere le spese. Mal che vada ci metteremo più tempo. Riguardo al fronte live faremo un'estate tranquilla. Abbiamo solo la partecipazione al Padova Metal Fest di confermato. Sono in arrivo altri festival e concerti nei nostri paraggi veneti, ma speriamo di riprendere per l'autunno a girare oltre.

10) A Voi l'ultima parola.

Fioi, grazie! E' stato un gran piacere parlare con voi. Gestire una webzine o un magazine vuol dire ascoltare tanta, tanta e tantissima musica; vedere tanti, tanti e tantissimi gruppi. Sicuramente c'è tanta qualità in giro, ma anche tanta merda. Sapere di esservi piaciuti, di avervi preso durante un concerto e anche durante un ascolto sbandato del nostro materiale marcio vuol dire tanto per noi. Piacere a chi ne sa di musica è una bella soddisfazione. Continuate così! le critiche della gente come voi sono un faro per chi ha bisogno di aiuto a maturare e a crescere da esordiente. A presto!

Intervista a cura di D666

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