07/06/16

EXTREMA - The Old School EP (Review)

EP - Punishment 18 Records 
(2016)

Doverosa premessa: per quelli come me, gli Extrema rappresentano un fattore generazionale. Orgoglio italico prima ancora che si iniziasse a parlare di Rhapsody e Lacuna Coil, emersi subito verso la fine dei famigerati (nel bene e nel male) anni ‘80, questi ragazzi milanesi hanno sempre portato avanti il verbo fondamentale del metal inteso come musica che viene dalle viscere: suonare, suonare, suonare. Grandi calcatori di palchi negli angoli più remoti della Penisola, rappresentano l’attitudine stessa del suonare dal vivo, pronti a dare il massimo ora come allora.


Terminato il doveroso panegirico, veniamo al disco: l’essenza di “The Old School EP” è evidente sin dal titolo, essendo un lavoro che raccoglie cinque tracks ri-registrate per l’occasione, appartenenti al periodo compreso tra il primissimo “We Fuckin’ Care” del 1987 e il vero e proprio debut, il leggendario “Tension At The Seams” del 1993. L’effetto amarcord c’è, e si sente: personalmente non avevo mai avuto occasione di ascoltare le tapes uscite nel periodo in oggetto, come “Rehearsal ‘89” e “Promo Tape ‘90” (contenenti le versioni originali di alcune delle tracce qui incluse), ma la release ha proprio quella funzione di rappresentare l’anello mancante tra due dischi succitati, tra il thrash tutto sommato canonico e in stile Bay Area degli esordi e il nuovo suono degli anni ‘90, così distintivo e al contempo così distinguibile dai Pantera per un impiego personalissimo ed efficace della melodia.

Dunque, siamo dinanzi ad un EP che non posso che consigliare vivamente a chi ha amato (e ama) la band, ma anche (e soprattutto) a chi ha fame di certe sonorità, riprodotte qui dagli autori originali e lungi dall’essere riproposizioni di terza o quarta mano. Il sound è quello dei giorni nostri, inutile negarlo (con però molta importanza data agli inserti solisti di Tommy Massara che tipicamente emergono dal muro di suono), ma è una delizia ascoltare la versione originale di “Life”, non a caso il pezzo migliore (poi presente, in un’altra versione, sul debut full length), la devastante potenza di “Carcasses”, la consueta intricatezza strumentale di “M.a.s.s.a.c.r.o.” e le aperture di “Child Abuse” e “Tribal Scream”, impreziosite da un buon numero di assoli che ricordano da vicino lo stile più evoluto di quegli anni (Alex Skolnick su tutti) suonati però secondo i dettami attuali. Non nego che per me dopo “Positive Pressure” gli Extrema non siano più riusciti a riprodurre dischi anthemici e dal sapore catchy come avevano fatto sino ad allora, e dunque non nego come il fattore di inno generazionale della loro musica si fermi sostanzialmente agli anni ‘90 (e parzialmente a “Better Mad Than Dead”), perciò il mio consiglio vale doppio: fate vostro questo disco che giustamente rinverdisce certi fasti, e supportate sempre la band dal vivo… è quella la sua dimensione ideale, come testimoniato anche dai due inserti live che completano la tracklist, “Life” e l’immancabile cover di “Ace Of Spades”. Sei a casa, sei con gli Extrema!

Recensione a cura di: schwarzfranz
Voto: 85/100

TRACKLIST:
01. Life  03:34
02. Carcasses  02:57  
03. Tribal Scream  04:29
04. Child Abuse  04:07
05. M.A.S.S.A.C.R.O.  05:01
06. Life (Live in Rome)  02:53
07. Ace of Spades (Live in Rome)  03:55

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