24/05/16

FIAVE - Dall' Alto Di Una Roccia (Review)

Demo - Independent
(2016)

I Fiave , come i Near, provengono dalla cosiddetta Scena Dolomitica, un' ensamble di bands nate attorno alle zone di Bolzano e  Trento, fino ad arrivare nel Sud Tirol. Forgiate nel freddo delle taglienti Dolomiti, consolidate dal ghiaccio e dal fuoco che arde nelle loro vene e che dà anima e corpo al loro personale  percorso stilistico  e nel modo di affrontare la materia Black Metal. Queste bands scelgono una sorta di recupero delle radici primigenie del genere, ma attraverso la loro personale visione ed esperienza, consolidata dall'appartenenza al territorio ed alle loro tradizioni, sopra ogni  altra cosa.
E proprio con le tradizioni, le storie e le leggende che i Fiave ci aprono la porta al loro primo demo “Dall'Alto Di Un Roccia”, una leggenda appunto che narra di come la popolazione del villaggio di Irone, completamente decimata dalla peste attorno all'anno 1630, arrivò ad avere un solo abitante, l'ultimo, che si ritrovò ad essere il guardiano dei defunti abitanti del villaggio, finché non pose fine alla sua  stessa vita gettandosi da una altura (chiamata tuttora Doss dei Copi), dopo che lasciò le sue ultime volontà ad un notaio di un villaggio vicino.

In effetti “Dall'Alto Di Un Roccia” lo si può considerare un vero e proprio concept – album, in quanto tutti i sei pezzi contenuti sono legati profondamente  tra loro e risulta difficile prenderli singolarmente, la loro totalità è il pregio maggiore su cui verte la proposta dei Fiave. Essendo il loro lavoro d'esordio, non è esente da difetti, ma questi si compensano sulla bontà del risultato finale, che per quanto esigue, ossia di soli 26 minuti, è da apprezzare su molti aspetti, in primis il songwriting inspirato, molto glaciale ma allo stesso intriso di una melodia malinconica e molto nordica, infatti in molti frangenti mi hanno ricordato i primissimi Enslaved, e gli Ulver del primo disco, anche e soprattutto per l'ottimo utilizzo di breaks acustici molto evocativi. La voce dominante  è perfetta, uno scream molto in linea con il genere proposto,  di grande effetto a livello globale, che trasmette un profondo  senso di inevitabilità al destino incombente, proprio del villaggio di Irone. 

I punti dolenti che invece sono presenti sono un drumming si molto live e quindi scarno, “suonato” (quindi nulla di triggerato o passato in studio) ma che per quanto inciso decorosamente, mostra un po' i limiti della registrazione artigianale, in cui le dinamiche salgono e scendono al maggiore o al minor tocco dei fusti. Mi rendo conto che probabilmente l'effetto  è voluto e quindi destinato a rendere ancora più raw e reale il suono di insieme, ma dal mio punto di vista una maggior cura del dettaglio avrebbe giovato alla resa complessiva, e a questo proposito, una degli aspetti che secondo me penalizzano maggiormente  il lavoro è l'utilizzo di alcune clean vocal che vorrebbero essere evocative, ma che purtroppo l'imperfetta intonazione rende invece decisamente fuori contesto e forzate,  ed è l'unico, vero difetto dell'album. 

In sostanza un'ottima prova d'esordio, che riporta ai fasti del passato del Black Metal  primordiale, quello in cui l'elogio alla natura e agli elementi era predominante, in cui alcuni richiami alle antiche melodie erano consuetudine e di autentica identità culturale, valori che si sono un po' persi per la via dell'estremismo a tutti i costi, spesso sterile e di facciata.  Spero di risentire al più presto i Fiave in un lavoro completo, in cui siano state limate alcune piccole asperità, dovute ovviamente al primo vero approccio all' 'incisione, in quanto “Dall'Alto Di Un Roccia” resta un lavoro pregevole ed è sicuramente un valido primo passo verso la via della Mano Sinistra, o se volete, verso la vetta in cui il ghiaccio risplende di luce propria e nemmeno il sole cocente può scalfire.  A presto!

Recensione a cura di: D666
Voto 65/100

TRACKLIST:
01. Il primo canto di preghiera nel freddo sentiero di Irone  03:06
02. E il custode accoglieva con sè cenere e morti  06:33
03. Scorreva la vita nel pozzo dei ricordi  01:20
04. E con sè tutti i lamenti, lasciando il loro significato al tempo  05:35
05. Delle parole restava il silenzio  05:43
06. E le memorie si liberarono nell'ultimo canto di preghiera  03:51
TOTALE: 26:10


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